FAQ

LASER IN ISTITUTO E SICUREZZA SUL LAVORO

Pur con alcuni punti rimasti nebulosi, la legge sui macchinari del 2011 ha elencato le caratteristiche che devono avere le apparecchiature elettro-estetiche per poter essere usate dalle Estetiste; non è in questo articolo che possiamo dedicarci a discutere di questi emendamenti, però almeno si sono poste le basi per poter fare più chiarezza su tutto quanto viene presentato sul mercato italiano.

Per quanto riguarda il laser per epilazione, fissando la lunghezza d’onda minima ad 800 nanometri, si è data la precedenza ai modelli a diodo da 808nm in quanto hanno della caratteristiche di base che lo rendono commerciabile a prezzi abbordabili rispetto ad altri tipologie di laser, non tralasciando il fatto che questa lunghezza d’onda si trova a metà strada tra i 600nm permessi della luce pulsata ed i 1064nm del neodimio-yag, per cui riesce a conciliare meglio pregi e difetti della lunghezza d’onda nei riguardi della selettività della melanina rendendolo idoneo al trattamento in sicurezza dei fototipi più scuri pur essendo assorbito ancora abbastanza bene dai peli castani chiari.

Il decreto legge parla di uno spot di diametro non inferiore a 10mm, di un tempo massimo dell’impulso luminoso di 300ms, di una densità di energia max di 40 Joules per centimetro quadrato; raccomanda inoltre la presenza di un doppio comando pedale/pulsante.
Per poter interpretare al meglio tutte queste nozioni tecniche, è chiaramente necessaria la frequenza ad un idoneo corso di formazione, perché si devono possedere le basi teoriche per poter poi affrontare in sicurezza la parte pratica/applicativa ed in questo senso Q Italy si è sempre distinta per i suoi corsi propedeutici all’uso dei macchinari.

E’ importante ricordare che la frequenza di emissione degli impulsi per ogni secondo (misurata in Hertz) è chiaramente fondamentale perché dà la possibilità di trattare in un tempo ridotto delle grandi aree ma come sostiene il reparto tecnico di Q Italy non deve essere vista come grandezza assoluta (“più sono veloce, meglio è”) in quanto l’alta velocità (es. 10Hz) da una parte ci espone ad essere meno precisi e quindi a lasciare intatte diverse zone di cute, dall’altra, se ci fosse un ostacolo al trascinamento del manipolo (es. zona priva di gel), permetterebbe di dare ad una stessa area troppi spot con l’esito di una successiva ustione.

L’estetista deve anche essere consapevole che un’alta velocità non permette di usare tempi troppo lunghi (dove ce ne fosse la necessità) in quanto con un tempo massimo come quello fissato dal Ministero (300ms) non si potrebbe andare più veloci di 3 impulsi in un secondo (3Hz) proprio per limiti posti dalla matematica (1000:300).

Un altro problema connesso alla sicurezza d’uso dei laser per epilazione è l’invasione di apparecchiature provenienti dall’Asia che vengono spacciate come “made in Italy” al di là di considerazioni protezionistiche dei mercati interni (ogni paese le ha, più o meno manifeste), sarebbe bene specificare che non tutto ciò che viene prodotto in Asia è di bassa qualità; in un mercato immenso come quello Cinese possiamo trovare apparecchiature molto economiche ed altre che possiedono l’FDA americano e costano come e più delle nostre. Il problema nasce quando si importano laser economici che non sono sottoposti a verifiche presso laboratori di certificazione, si rimontano in contenitori nazionali e si spacciano come fabbricati in Italia.

Se le prove di valutazione non sono state effettuate, il rischio è che, quando ilmonitor ci indica una determinata energia od un tempo di emissione, questi non sono reali, sia in difetto (mancanza di risultati) sia in eccesso (maggior probabilità di ustioni). Quindi le conclusioni che se ne possono dedurre sono:

  1. laser è di per sé uno strumento costoso, quindi attenzione alle offerte troppo economiche perché attualmente non è possibile produrre in Europa laser venduti a poco più di 10mila euro;
  2. pretendere un effettivo corso di formazione sull’epilazione laser-assistita, che significa non solo imparare a gestire i parametri dell’apparecchiatura laser, ma anche avere la possibilità di effettuare un’accurata diagnosi preliminare per accertarsi che la cliente non sia affetta da un deciso irsutismo; in tal caso sarebbe consigliabile cooperare con uno studio medico specialistico per effettuare una diagnosi precisa
    (dipende dalle ovaie, dall’ipofisi, dal surrene…?) ed una idonea terapia di supporto alle sedute di epilazione;
  3. l’Estetista deve poter contare su di un efficiente software che permetta di effettuare i trattamenti in sicurezza seguendo dei protocolli ben sperimentati che tengano in considerazione come minimo il fototipo, il colore e le dimensioni del pelo.
    Malgrado questa importante caratteristica, il sistema di gestione dell’impulso del laser deve poter permettere all’Estetista di variare indipendentemente i parametri di potenza e tempo dell’impulso per adattarli alle caratteristiche di ogni singola cliente. Nel Q Epilaser 2.0 sono presenti protocolli clinicamente testati e l’esclusivo software sviluppato da Q Italy tiene in considerazione tutte le variabili sopra descritte oltre alla profondità del bulbo pilifero per ogni zona. Con le apparecchiature che indicano sul display la sola densità di energia (Joule), si corre l’effettivo rischio che aumentando l’energia impostata si ustioni la pelle, diminuendola non si abbia il risultato. Invece un software ben progettato deve poter permettere di diminuire la potenza se la cliente avverte troppo calore oppure di aumentare il tempo dell’impulso se c’è l’evidenza che i peli non si riducono proporzionalmente ai trattamenti effettuati;
  4. informarsi se l’azienda di commercializzazione ha effettivamente una sede di produzione oppure si affidi ad un’azienda esterna per costruire i laser da vendere; anche qui è importante sapere se l’azienda di produzione produca effettivamente apparecchiature certificate e quindi a norma CE.

Il rischio concreto è che in caso di effetti collaterali, l’eventuale compagnia assicuratrice delegata alla liquidazione del danno pretenda delle certificazioni che non possono in nessun modo essere prodotte; in tale caso è bene dire che tutto l’onere economico ricadrebbe sul Centro Estetico.

Al di là di tante discussioni sulla possibilità di acquistare un laser per l’epilazione, non possiamo dimenticare l’importante capitolo della sicurezza sul lavoro in quanto chi si appresta ad acquistare una tale tecnologia deve essere ben consapevole dei rischi che possono correre gli operatori e la clientela. Molti passi avanti sono stati fatti negli ultimi anni sulle norme che cautelano la salute dei lavoratori, proprio per far sì che si possa lavorare in sicurezza e sarebbe un peccato non ricordarsene per poter usare più agevolmente una nuova tecnologia.

Senza voler fare terrorismo tecnologico, dobbiamo essere concordi sul fatto che “il laser non è una luce pulsata più potente” e, se non maneggiato con i giusti criteri, può essere dannoso per la cornea. Mentre la luce intensa emessa dalle lampade IPL può risultare fastidiosa per diversi minuti se emessa contro gli occhi di una persona (le cosiddette “stelline”) ma poi tutto ritornerebbe alla normalità perché non si tratta di una forma di energia luminosa che possa provocare facilmente danni permanenti, la luce laser ha delle caratteristiche uniche (coerenza, brillanza, monocromaticità, collimazione) che le permettono di trasportare a lunga distanza l’enorme energia concentrata in piccole aree. La luce infrarossa dei laser a diodi attualmente usati in Estetica è molto ben assorbita dalla retina, per cui è assolutamente indispensabile che non solo Estetista e cliente siano protette dagli specifici occhiali, ma anche chi si trova nella cabina o stanza del trattamento dev’essere protetta dagli stessi occhiali come chiaramente sottolineato ai corsi formativi di Q Italy. Non bastano infatti la chiusura degli occhi o qualche metro di distanza dall’emettitore per essere al sicuro. Gli occhiali devono avere le incisioni riportanti la lunghezza d’onda per la quale sono stati progettati e le sigle delle normative di riferimento; degli occhiali progettati per un laser KTP della lunghezza d’onda di 532nm non sono assolutamente idonei a proteggere gli occhi da una luce laser infrarossa da 808nm!

Anche la stanza/cabina deve avere i muri tinteggiati con tinture opache (per evitare riflessioni), vanno rimossi quadri o specchi e le porte/finestre vanno schermate con tende non trasparenti.

Posizionando il laser per l’epilazione in una zona precisa dell’Istituto, degli adesivi dovrebbero indicare a chi passa che in quella stanza/cabina c’è un laser e quindi bisognerebbe chiedere il permesso prima di entrare per evitare esposizioni accidentali alla luce. Sarebbe opportuno chiedere ad un elettricista di installare un interruttore collegato alla porta che possa interrompere la corrente al laser se qualcuno aprisse inavvertitamente la porta mentre si sta effettuando un trattamento.

Tutte queste accortezze sembrerebbero esagerate ma sono previste da molti anni per l’utilizzazione dei laser di potenza (classe 4).

Nel manuale d’uso del laser inoltre l’Estetista deve trovare elencate tutte le controindicazioni assolute (es. cliente con pace-maker od ICD) e relative (es. dermatiti) in modo da poter essere sempre consultabili in caso di dubbi.

Dott. Vincenzo Santangelo

Responsabile Scientifico di Q Italy

EPILAZIONE IN ISTITUTO : IPL o LASER ?

laser_epilazione1Leggiamo molti articoli sulla stampa specializzata ed,ancora di più,in rete, su quale apparecchiatura dovrebbe puntare l’estetista per effettuare un’epilazione efficace e duratura. Sempre più spesso,da quando è entrata in vigore la legge n. 110 del 2011,si legge che il laser a diodi sarebbe il sistema epilatorio migliore, anche se più costoso. Nel mio piccolo storco un po’ il naso perché tutti parlano di apparecchiature ma nessuno punta l’attenzione su come effettuare una buona diagnosi differenziale tra IPERTRICOSI ed IRSUTISMO,perché deve essere chiaro che se alla base dell’inestetismo della ipotetica cliente c’è un disordine ormonale,ben difficilmente i risultati saranno duraturi nel tempo, sia che si usi un laser che una luce pulsata.

L’argomento della diagnosi è piuttosto vasto e non può essere compresso in poche righe di un redazionale e, giustamente, Q-Italy riserva alle Estetiste un corso esaustivo proprio per questo argomento.

La variabilità dei sistemi proposti dipende dal “bersaglio” melanina,che può essere in realtà aggredito con luci di diversa lunghezza d’onda, per cui la luce pulsata,che ha uno spettro di emissione realmente molto ampio (da 400 a 1200nm in genere,senza filtri),si è prestata subito molto bene all’uso epilatorio, in quanto, modulata con opportuni filtri, può leggere meglio i peli più chiari e trattare con sicurezza fino al fototipo IV. Questo ci porta anche a dire che ogni sistema laser,avendo una sola lunghezza d’onda di emissione, ha i suoi pro ed i suoi “contro”: se una luce laser legge molto bene la melanina, non sarà particolarmente indicata per i fototipi più scuri, mentre se non ha una grande affinità per la melanina, sarà più indicata per il trattamento dei fototipi più scuri,ma sarà nello stesso tempo meno efficace sui peli biondi.

Ho sentito diverse volte che i laser a diodi venduti ai medici sono più potenti,non risentendo delle attuali limitazioni imposte all’estetista ; ciò è vero fino ad un certo punto, in quanto queste energie vengono erogate sulla pelle e non su tessuti inerti,per cui l’energia effettivamente usata è limitata per evitare le ustioni.

La nostra opinione è che sia il laser a diodi che la luce pulsata sono entrambi idonei per un’epilazione efficace e duratura,purché siano progettati tenendo conto quelli che sono i parametri giusti per l’epilazione. In pratica il sistema ideale dovrebbe consentire all’estetista una chiara visione dei parametri che sta usando sulla cliente, ossia la durata dell’impulso di luce (in millisecondi), la potenza usata (in percentuale) e l’energia erogata al tessuto (in Joules/cm2).

Se non si ha la possibilità di poter modulare singolarmente questi valori, ma ci si affida ad un generico livello di energia (J/cm2) calcolato dal software in base all’inserimento di dati(fototipo,colore e diametro del pelo) si corre il rischio molto probabile o di non avere risultati o di provocare ustioni.

La scelta dell’apparecchiatura per l’epilazione non può prescindere da una completa formazione teorico-pratica per affrontare questo inestetismo ed usare l’apparecchiatura scelta in modo consapevole ed in tutta sicurezza.

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